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Daniele Vitali, Dscårret in bulgnaiṡ (Parli bolognese?)? Manuale e grammatica del dialetto bolognese
Luciano Giannelli insegna linguistica dal 1987 all’Università degli Studi di Siena, dopo diverse esperienze in altre sedi. Buona parte della sua attività, e la parte più antica, è dedicata alla dialettologia italiana, in particolare toscana, ma anche con un interesse specifico per le varietà “di frontiera” tra toscano ed emiliano, toscano e romagnolo (e altrove). La dimensione dinamica e sociolinguistica dell’approccio alla realtà dialettale è sempre stata privilegiata, specialmente in termini macro-socio-linguistici, vale a dire dei rapporti tra varietà e codici; quest’approccio è stato poi vivificato da una frequentazione di lunga data di situazioni esotiche nelle quali il multilinguismo e lo “scontro” di lingue sono più evidenti, manifesti e dibattuti. Le illustrazioni della Grammatica Bolognese sono a cura di Stefano Cipollari. Nato a Roma nel 1967, Stefano a priori non c’entrerebbe nulla con la nostra squadra di bolognesi e bolognofoni, se non che il suo talento grafico lo proponeva quasi naturalmente per realizzare immagini spiritose ma “pertinenti” come quelle che volevamo. Per “pertinenti” s’intende relative a personaggi ben caratterizzati, che dovevano essere riconoscibili e quasi “reali”, anziché scialbi e intercambiabili come in genere nei corsi di lingue. Nella vita Stefano Cipollari è illustratore, decoratore e fumettista, e collabora con la RAI come scenografo. Stefano Cipollari è anche l’autore delle quattro tavole che riproducono i più importanti monumenti bolognesi pubblicate su queste pagine grazie alla collaborazione con al Sît Bulgnaiṡ. Allegati alla Grammatica Bolognese ci sono due CD, con le voci di Luigi Lepri e Roberta Montanari che leggono i testi delle lezioni. La Roberta faceva la Carólla e la Luzî, Gigén faceva Pèvel e la Delé nna. Alla registrazione dei CD hanno collaborato il tecnico fonico Enzo Setteducati e Roberto Serra, che ha fatto da regista. I CD contengono anche una canzone di Quinto Ferrari (La Maduné ṅna dal Båurg San Pîr) e due di Fausto Carpani (Al Pustén dla Bevrèra e Prè d Cavrèra), nonché una poesia di Luigi Lepri (Al mî dialàtt).
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